Look at Something Closely
Blankrooms
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BLANKROOMS – LOOK AT SOMETHING CLOSELY
01. Merge
02. Dark Desire
03. Next Life
04. She Moves On
05. Nap On A Cloud
Musicians:
Ivan Valentini: tenor sax, compositions (2, 3, 4)
Andrea Cappi: piano, composition (1, 5)
Alessio Bruno: double bass
Francesco Mascolo: drums
The album consists of original compositions born from an instinctive curiosity and an openness to the multiple faces of contemporary jazz, where written material and improvisation intertwine in a fluid and organic musical dialogue. This is the quartet's first release.
Produced by Blankrooms
Tracks 1, 2, 3, 4, recorded, mixed and mastered by Simone Coen at The Groundfloor Studio (Modena, Italy) June 2025
Tracks 5, recorded, mixed and mastered by Michele Bonifati at Fieno Recording Studio (Modena, Italy) April 2025
Cover artwork by Emanuele Sartori
Graphic design by Rosaria Valentini
REVIEWS
JAZZ'HALO, 18/3/2026
This record lives up to its title, offering a strikingly intimate chamber jazz sound with spacious playing, allowing each line and instrument to be heard in detail. It has that “tight but loose” quality, created by finding the right balance between composition and improvisation, rehearsal and spontaneity.
Blankrooms is a collective project that develops the compositions of Ivan Valentini and Andrea Cappi. This is their debut album recorded in 2025, at The Groundfloor Studio, Modena, Italy.
Valentini was last heard on the 2025 release “The bigger black box theory”, an imaginative mix of electronics, free improvisation and found sounds. Cappi's most recent work was a groundbreaking blend of electronic and progressive music for 2024 album “Lowlands”, with his band Varv which also features drummer Francesco Mascolo. Bassist Alessio Bruno also hails from Modena but has worked extensively in the Netherlands and leads his own quintet.
Both musicians are to some extent returning to their roots with this album of acoustic jazz in the classic tenor sax/piano/bass/drums format, and they sound energised by the change of tack. Valentini explains; “The original idea was to arrange standards and covers, but then Andrea and I started writing, and Blankrooms took shape — a blend of two very different compositional approaches that, in my opinion, balance, integrate, and complement each other really well.”
Track 1, "Merge" begins with impressionistic piano chords, soon joined by excitingly loose slung drums. A theme emerges with spacious syncopation, then a piano solo with a hint of Horace Silver modality. It builds slowly to a strong, economical sax solo which crescendos alongside the rising harmonies.
"Dark Desire" introduces a potent 7/8 piano riff, combined with a tightly fitting bass line and metallic edge/rim work on the drums. A 4/4 sax theme follows, with sly triplets, chromatic runs and note clusters from piano. Exploratory solos from sax then piano are matched by shifting bass and drum patterns, driving the track to its climax and a sudden stop.
"Next Life" has warm chords and dreamy sax over a bass pedal. Gentle but insistent brush drums support striking modal arpeggio changes. The dryish piano sound showcases the instrument's natural resonance and allows us to hear Cappi's subtle pedal work.
"She Moves On" sets up a propulsive hard-bop groove on bass and drums, memorable riffs, interesting dynamics and a blues feel without obvious blues moves. Bruno's bass solo has perfectly judged input from piano and drums. The emphasis is on quartet interaction rather than solos over rhythm, plus a great combination of bendy sax and piano note clusters.
Final track "Nap On A Cloud" has a slow piano introduction then a long spare sax theme with a hesitant rhythm section, superb dynamics. Cascading bell like chords build intensity. The playing is alert and passionate, not at all like a nap despite the warm harmonic cloud. Unexpected melodic turns and pauses drive towards a triumphant conclusion and a gentle fade.
Overall the album offers fine telepathic quartet playing that leaves you wanting more, with the sort of syncopation that makes you stop and think “What just happened?” – my favourite album of 2026 so far. You can listen and download at: https://jazzhalo.bandcamp.com/album/look-at-something-closely
Stephen Godsall
DOPPIO JAZZ, 15/3/2026
«Look At Something Closely» dei Blankrooms: improvvisazione concettuale tra estetica del frammento e della precisione
Il concept, lungi dal rappresentare un mero esercizio di stile, si propone quale riflessione profonda sulla natura della prassi improvvisativa, che rifugge il già detto per esplorare i territori di un’estetica del frammento e della precisione.
L’esordio del collettivo Blankrooms, consegnato alle stampe con il titolo «Look At Something Closely», palesa un atteggiamento intellettuale che trascende la mera prassi esecutiva per approdare a un’indagine fenomenologica del suono contemporaneo. Sin dalle prime battute l’ascoltatore s’immerge in un’esplorazione scritturale ancorata ai canoni del jazz moderno, in cui armonie non funzionali, modalità ed asimmetrie strutturali convivono in un flusso organico che ricorda certe geometrie mobili.
Ivan Valentini, riappropriatosi del sax tenore con una consapevolezza espressiva rinnovata, delinea un profilo acustico di estrema eleganza, mentre Andrea Cappi modella spazi armonici che fungono da perno riflessivo per l’intero quartetto. Il supporto fornito da Alessio Bruno al contrabbasso e Francesco Mascolo alla batteria garantisce una fisionomia sonora stratificata, dove ogni componente gode di un’ampia libertà pneumatica, permettendo al tessuto fonico di respirare senza mai scadere in un accademismo di maniera. L’album, pubblicata dall’etichetta belga Jazz’halo, rifugge le soluzioni banali per abbracciare una complessità che s’identifica con l’essenza stessa della ricerca artistica. I Blankrooms modellano uno spazio acustico che richiede un’attenzione partecipe, lontana dalle distrazioni della fruizione contemporanea, offrendo un’esperienza che s’articola attraverso velature acustiche di rara bellezza. Il concept, lungi dal rappresentare un mero esercizio di stile, si propone quale riflessione profonda sulla natura della prassi improvvisativa, dove ogni scelta espressiva appare ponderata e necessaria, in seno a un discorso musicale che rifugge il già detto per esplorare i territori di un’estetica del frammento e della precisione.
L’analisi di «Look At Something Closely» s’addentra in un’esegesi dei singoli episodi sonori, dove la geometria delle composizioni evoca suggestioni visive mutuate dal linguaggio dell’urbanismo critico e delle arti figurative del Novecento. In «Merge», il profilo acustico del quartetto delinea uno spazio che richiama le prospettive asimmetriche del Decostruttivismo di Zaha Hadid; le linee del sax di Valentini si muovono come vettori d’acciaio e vetro che fendono il silenzio, mentre il pianismo di Cappi stende campiture armoniche simili a superfici riflettenti. Il brano s’articola secondo una logica di espansione modulare, ricordando certi interventi di Street Art concettuale, dove il segno grafico non aggredisce la parete, bensì ne asseconda le porosità ed i volumi preesistenti. «Dark Desire» s’immerge in un’atmosfera che allude alle tavole notturne del Graphic Novel d’autore, nel solco delle chine dense e dei neri profondi di un José Muñoz. Il ritmo in 7/8 agisce quale battito cardiaco di una metropoli osservata sotto la pioggia, dove l’ostinato del pianoforte richiama il riflesso dei neon sulle pozzanghere ed il tema del sax si muove con l’incedere di un flâneur baudelairiano. La sezione in 4/4, più cupa e avvolgente, sposta la visione verso le inquietudini del Cinema Noir, in cui la tensione non risolta s’identifica con l’essenza stessa del racconto.
«Next Life» ed «She Moves On» mostrano un’architettura sonora che risente delle astrazioni di Cy Twombly: i gesti musicali appaiono come grafismi nervosi su uno sfondo bianco, dove il lirismo non è mai ostentato, ma affiora per mezzo di una sottrazione sistematica. In queste tracce, la cultura urbana s’incarna nella fluidità del movimento collettivo, un dinamismo che ricorda il flusso dei passanti nelle grandi stazioni europee, un ordine apparente che sottintende una miriade di traiettorie individuali e di asimmetrie costruttive. «Nap On A Cloud» suggella il disco con una velatura acustica che rimanda alla rarefazione delle installazioni luminose di James Turrell. Il cuscino armonico su cui poggia il tema evoca una morbidezza quasi tattile, una sospensione della gravità che trasforma il jazz in una riflessione sulla luce e sulla percezione dello spazio. Il colore sonoro si fa diafano e la fisionomia del suono s’approssima al silenzio, offrendo un’immagine sognante che chiude il cerchio di un’osservazione ravvicinata, quasi microscopica, della materia vibrante. La genesi di questo lavoro risponde a un’esigenza strutturale profonda di Valentini, il quale, dopo una fase dedicata all’improvvisazione radicale, ha avvertito la necessità di tornare a un jazz più organizzato, facendo leva sulla complementarità intellettuale di Cappi. L’incontro tra i due musicisti ha generato un dialogo fecondo, in cui ogni idea musicale appare quale compromesso creativo di alto profilo. Registrato tra il 2025 e il 2026 presso il «Fieno Recording Studio», il disco presenta una nitidezza timbrica che valorizza le dinamiche del gruppo, restituendo l’immagine fedele di un jazz proattivo. «Look At Something Closely» s’impone dunque come un momento di osservazione ravvicinata, dove la cura per il dettaglio acustico diventa il paradigma di una nuova maturità compositiva.
di Francesco Cataldo Verrina
https://doppiojazz.it/wp/2026/03/15/look-at-something-closely-dei-blankrooms
MUSIC MAP
Con ''Look at Something Closely'', i Blankrooms firmano un debutto sorprendentemente maturo, capace di collocarsi con naturalezza nel panorama del jazz contemporaneo italiano.
Nato dalla collaborazione tra Ivan Valentini (tenor sax) e Andrea Cappi (pianoforte), il progetto mette in dialogo due personalità compositive differenti ma profondamente complementari: un equilibrio che si riflette nell’intero arco del disco.
Fin dalle prime battute di ''Merge'', si percepisce quell’intento dichiarato dagli autori: esplorare una scrittura ancorata al jazz moderno, dove armoniche non funzionali, modalità, asimmetrie strutturali e melodie liriche convivono in un flusso organico.
Il quartetto — completato da Alessio Bruno al contrabbasso e Francesco Mascolo alla batteria — costruisce un suono ricco, dettagliato, in cui ogni strumento ha spazio per respirare.
''Merge'' apre il disco con un approccio contemplativo ma deciso: un brano che procede per espansioni, dove il sax di Valentini trova una voce piena e rinnovata, frutto del suo recente “ritorno” allo strumento dopo anni dedicati principalmente ad altri sassofoni.
''Dark Desire'', uno dei momenti più riusciti, vive di un contrasto ritmico affascinante: un 7/8 modale costruito sul piano ostinato si alterna a una sezione in 4/4 più cupa e avvolgente, con un tema semplice che acquisisce ipnotismo a ogni ripetizione.
''Next Life'' e ''She Moves On'' offrono una sintesi perfetta del doppio approccio compositivo del gruppo, fondendo scritture più astratte a un lirismo narrativo immediato, mentre ''Nap on a Cloud'', registrato separatamente, chiude il lavoro con una morbidezza sospesa: un pezzo che sembra poggiare su un cuscino armonico rarefatto, quasi sognante.
L’album non è soltanto una collezione di brani, ma il racconto di un’esigenza: Valentini desiderava tornare a un jazz più strutturato dopo tre dischi completamente improvvisati, e immaginava un progetto condiviso, costruito attorno al pianoforte. L’incontro con Cappi — mente riflessiva e compositore complementare — ha dato vita a un dialogo musicale fecondo, dove ogni brano è un compromesso creativo nel senso più alto del termine.
Registrato tra il 2025 e il 2026 tra Modena e Fieno Recording Studio, il disco vanta una produzione precisa e trasparente, che valorizza le dinamiche e gli spazi sonori del quartetto senza appesantirli. Un jazz pulito, leggibile, ma mai banale.
''Look at Something Closely'' è un’opera di grande coesione e profondità, in cui la capacità di osservare — come suggerisce il titolo — diventa gesto musicale: il gruppo guarda da vicino strutture, timbri e idee, e le traduce in un jazz moderno, intelligente e comunicativo.
È un debutto, questo, che promette molto e mantiene tutto.
Andrea Rossi
https://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=12316
JAZZMANIA, 02/04/2026
Nouvelle sortie chez nos confrères de Jazz’halo, ce jazz webzine néerlandophone qui est également un label indépendant qui publie régulièrement des disques d’artistes internationaux. Le plus souvent, ce sont des groupes ou artistes peu connus dans nos contrées et c’est encore le cas avec ce premier album de Blankrooms, ce groupe originaire de Modène en Italie.
Et pour un coup d’essai, on peut affirmer qu’il s’agit quasi d’un coup de maître : Blankrooms propose une musique intimiste faisant ressortir un sentiment de profonde quiétude, et cela avec une maturité étonnante pour un premier album. Premier album peut-être, mais cette musique n’est pas interprétée par des novices : le saxophoniste Ivan Valentini (auteur de trois des cinq compositions de l’album) est actif sur la scène jazz depuis plus de trente ans et a enregistré de très nombreux albums.
A ses côtés, le pianiste Andrea Cappi (auteur des deux autres compositions) démontre un savoir-faire et un jeu plein de retenue et d’un lyrisme remarquable. La section rythmique (Alessio Bruno à la contrebasse et Francesco Mascolo à la batterie) fait mieux que soutenir Valentini et Cappi : leur jeu est varié, fait de contretemps et de petites interventions créatives. Donc quatre musiciens accomplis qui développent une musique qui pourrait par moments être qualifiée de « musique de chambre », avec des chorus maîtrisés du saxophoniste et du pianiste (sans oublier celui du contrebassiste dans « She Moves On »), lesquels entretiennent une conversation constante, où la mélodie tient une place importante à travers des ambiances apaisées.
Voici, à coup sûr, un projet qui sera à suivre et qui, dès son premier essai, montre de très grandes qualités.
© Sergio Liberato
Blankrooms : Look At Something Closely | JazzMania
JAZZENZO, 14/04/2026
Tenorsaxofonist Ivan Valentini was jaren actief in de Italiaanse improvisatiescene maar geraakte hier wat op uitgekeken. Het kriebelde om (opnieuw) wat meer toegankelijke muziek te spelen. Hij benaderde drie collega’s die op dezelfde golflengte zaten. Pianist Andrea Cappi, contrabassist Alessio Bruno en drummer Francesco Mascolo waren te vinden om samen een kwartet te vormen. ‘Look At Something Closely’ is hun gezamenlijk debuutalbum.
Kristalhelder
Zoals het kwartet van meet af aan uitstippelt, vermijden ze elk experiment. De vijf nummers baden in een aura van klassieke kamerjazz met melodie en harmonie als de voornaamste ankerpunten. Gestroomlijnd maar gelukkig wel met de nodige verrassingen.
De musici introduceren zichzelf op een tergend langzaam tempo, nauw aan elkaar geklit. Tot de pianist na zowat twee minuten als eerste een stap vooruit zet voor een kristalheldere solo. Vervolgens krijgt ook de tenorsaxofonist de ruimte voor een persoonlijke invulling getekend door een warme fluwelen klank maar tevens gelardeerd met wat kleine oprispingen.
Aftelrijmpje
‘Dark Desire’ begint als een aftelrijmpje maar al snel treedt Valentini op als stoorzender en laat hij het geheel lichtjes ontsporen zonder het heterogene karakter te verbreken. Ook Cappi helpt mee aan het creëren van lichte chaos door staccato interventies. ‘Next Life’ is een mooi staaltje van broos musiceren. ‘She Moves On’ sluit hierbij aan, nu met een passende solo van bassist Bruno.
Climax
Afsluiter ‘Nap On A Cloud’ is aanvankelijk opgebouwd als een elegie voor abstracte stilte. Tot alles in een stroomversnelling komt en eindigt in een climax die dan weer uitdeint. Knap scenario om zo het album te eindigen.
Uitgebracht als digipack gesierd met een magisch-realistische collage van Emanuele Sartori.
© Georges Tonla Briquet
https://www.jazzenzo.nl/?e=5740
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Luchthavenvervoer zonder stress
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